Mamma realtà

Sognava di volare alto 
ma i suoi piedi erano sempre più radicati 
su quella terra sua madre 
come se non riuscisse più a staccare 
il suo cordone ombelicale

così iniziò a camminare 
ed andò lontano 
per sentirsi libero 
ed imparare a respirare da solo

sorrise tanto ed ogni giorno 
fino a quando scoprì
che anche sentendosi libero 
viveva in un labirinto…

…guardando il cielo sognava libertà
ingabbiato tra i passi della mamma realtà
che forse di lui non poteva farne a meno 
fino ad un momento ancora lontano e sfocato 
ma imprevedibile e da aspettare…

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Ad un centimetro

Volava ma non riusciva ad arrivarli
ed erano così lontani
erano inarrivabili come l’alba

poteva solo contemplarli da lontano 
erano sogni futuri 
che poi sparivano 
proprio ad un centimetro del suo palmo.

Poi scoprì di viverli così come vengono 
quando capì che non basta volare 
perché il suo 
era un cielo chiuso.

L’incontro

Cosa stavi pregando quel giorno?

Quando la luce arrivó
la voce inondó la tua stanza 
e illuminó quel salmo che forse leggevi…

Sorridi, rallegrati, gioisci!
Tu piccola e giovane
madre di Dio sei
se solo dirai sì…

Madre di chi trasforma 
il pianto in danza 
Colui che ti ha chiamata per nome 
e che ora chiede a te 
di dargli un nome

Tu piccola 
sarai la più ampia dei cieli 
perché poi ai piedi di chi nascerà
partorirai l’umanità intera 

e non temere 
perché chi allatterai 
farà dissetare
ogni generazione
e tu sarai roccia 
dell’acqua pura.

Solo un sussurro 
seguì il saluto,
non conosco uomo
com’è possibile tutto questo?

E immagino il sorriso dell’angelo…

…non temere piena di Grazia 
Colui che partorirai 
ha già superato ogni tua immaginazione.

Dopo l’incertezza 
deciso il “sì” più importante della storia 

Dio allora gioí 
aveva trovato una madre.

Maria, come continui a pregare ogni giorno?

Il cantico del pellegrino

Se le fragili luci dell’uomo 
sussultano nell’oscurità
e fanno ancora meraviglia allo sguardo di chi coglie briciole di bellezza,
cosa mai potrebbero essere quelle stelle del cielo 
se solo potessimo davvero alzare lo sguardo?

Bellezza infinita di un Padre
che ce la diede gratuitamente 
in un palpito d’amore 
posto tra terra e cielo.

Poi quando tra i campi 
il suono dei passi si moltiplica 
cosa sarà mai un sentiero lungo nella solitudine abitata
e quale tempo c’è per poter maledire il dolore dei piedi?

Nell’ascoltare la melodia che accompagna 
nel raccoglimento del cuore 
scopri un dialogo sottovoce
proprio dove le mani di Dio battono più forte il terreno ancor prima dei tuoi passi.

Non più da solo con lo zaino in spalla
in un vento abitato che trascina su in cima 
dove far rotolare enormi massi 
e sognare che più in alto di lì si può andare

attimi lunghi come ore 
dolci al loro scoccare,
cos’è ormai il tempo 
quando l’anima trova la sua dimensione
e sogna quella notte attesa 
per contemplare le stelle?

Cammina quando il sole è caldo
e quando la luna sorride
sotto l’alto cielo e tra le rocce 
e loda quella scintilla del primo passo.

Pellegrino quanti passi hai nei piedi 
e quanti volti negli occhi 
e quante voci nel cuore?

Sorprendi il tuo abisso con una lode 
così le salite saranno ascese
ma la fatica si sente 
e la voce del pastore si perde 
ma già ha lasciato le tracce
sulle quali può volare il tuo occhio.

Laudato sii mi Signore 
per quello zaino che mi hai messo in spalla 
e per quei piedi che ormai sono duri.

Laudato sii mi Signore 
per il mio cuore ferito dai tuoi silenzi 
così ha imparato ad essere vero
e per le piaghe sulle mani 
così hanno imparato ad essere dolci.

Laudato sii mi Signore 
per l’anello al dito 
che mi doni ad ogni mio ritorno
perché ancora il tuo è amore sponsale 

e chissà che via imboccheró ancora per Te… con Te…

…comunque vada sarà un cantico.
Laudato sii mi Signore.

La realtà delle meraviglie

In un delirio di limite,
come il cappellaio matto
mi chiedo perché un corvo assomigli ad una scrivania
e sparisco come lo stregatto

in una realtà di carta 
dove ci sono troppi quadri
con continue picche
dove sgomitano i fiori
ed alla fine i cuori fanno effetto domino 
e cade tutto giù
sotto una massima del blucaliffo.

Una realtà delle meraviglie
dove ogni tanto si sfugge dal ciciarampa
ma non si perde mai l’ora del the 

sempre con l’orologio nel taschino
ed un occhio all’orizzonte
tra i cerchi di fumo 
e giorni di deliranza…

…ma perché un corvo assomiglia ad una scrivania?

Fame

Chiamati all’esistenza
per essere migliori di chi ci ha messi al mondo 
eppure per qualche strano gioco 
ci troviamo sempre un passo indietro
tra una generazione e l’altra

come se un abisso diventasse sempre più grande 
e l’uomo a vette che toccano il cielo 
sempre più piccolo e viziato
come un bambino stanco e inappetente
e ormai non succhia più dal seno della vita sua madre
quasi fosse disinteressato all’unica certezza
che germoglia dall’aprire gli occhi 
sapendo di essere.

Ma sono certo che prima o poi
la madre vita sarà di nuovo gravida 
di grandi uomini 
capaci di darle doglie nel parto 
che abbiano fame di lei…

Vita da vita

È la storia di un militare 
che lavorava in un arsenale 
fiero e lesto in ciò che faceva 
diverse notti il sonno perdeva 

una notte in treno 
con un urlo si svegliò
una donna partoriva
ed il volto le si schiariva

sbuffava e gridava per il dolore 
ma ad aiutarla c’era un dottore 
poi ecco il tanto atteso e sospirato pianto 
un nuovo miracolo era nato.

Pianse di gioia il militare 
di una storia così ne aveva sentito solo parlare 
ed ora con i suoi occhi aveva visto 
come quella sera la vita aveva vinto

e così lasciò l’arsenale
non voleva più far del male.

Capì che la vita nasce solo dalla vita 
e mai più di distruzione voleva macchiarsi
quel peccato di dosso voleva scrollarsi 
e visse la sua vita con la luce negli occhi 
che nessuno poteva rubargli

finalmente credette nei miracoli