L’inchino di un suicida

C’è un abbassamento
della soglia 
la soglia del vivere 
s’è abbassata 
come il volo stanco 
di una colomba vecchia

mi sento leggero 
troppo leggero ed inesorabilmente
leggero 

allora… hop!
mi butto 
annebbiato dai miei perché 
stanco di essere soffocato 
dalla solitudine 
dal vuoto

la solitudine orfana 
dell’eterno
che ho lasciato lì 
dietro la porta 
a bussare 

non l’ho ascoltato 

c’è solo un tonfo
quello del mio corpo 
dopo il precipizio

ora piangere per me
ora al centro 
ci sono io
ho attirato i vostri occhi a me

Forse non ha senso 
ma mi hanno fatto credere 
che nulla meriti un senso 

pietà per il mio riposo

Incanto

Per chi sono i tuoi fiori innamorato?
Sono fiori di campo 
o li hai raccolti per via?
Fiori di via…
staticamente mobili…
Identificati nel tuo gesto 
ti stupirà

Siamo incantati ed i incantanti 
pura questione di “n”
e dischiude come i tuoi fiori 
il mistero del perché…

Perché sono i tuoi fiori innamorato?
Sposta le tue spalle da quel muro 
ed allontanati 
perché non sono per qualcuno…

…Sono per l’incanto…

Vincitore

Ho ascoltato
lo scoppiettare del fuoco 
il calore 
una carezza al cuore 
e solo ad occhi chiusi
respirando 
nulla più 

vedere la bella 
mia via 
con verde profumi e luci 
ed io audace andavo 
ed ecco
BUM!
Un muro 
ed un nero mostriciattolo
che sghignazzava contento 
i suoi piccoli occhi gialli 
mi soffocavano
non respiro!
non respiro!
allora scappo sì!
scappo via 

e ho ritrovato lui lì
con il suo “avanti” e quante volte l’ho ascoltato
ed un sorriso di nonno 
mani tosse 
di chi tanto ha lavorato
di chi tanti visi ha accarezzato

lui saggio come un profeta 
e robusto 
come una quercia 
dice di non preoccuparmi 
lui ci è passato 
e mi sorride 
è nelle mie mani 
posa una croce 
e fa’ luce

corro verso il mio muro 
corro sudo e sbuffo 
ma lo ritrovo 
acceco il mostriciattolo
non può accogliere la luce 
e salto 
sì! salto quel muro 
e cammino 
con la luce
essa è una persona
e mi mostra la via 
e così felice 
me ne vado verso l’ignoto 

vincitore

Rivoluzione

Oltre il pianto 
si staglia la lode 
con la forza 
di un guerriero

la mite lode 
che urla 
grida di battaglia 
con le mani sporche 
per l’oscurità 
che ha squartato.

Corri nella luce 
quando il cuore piange
loda e colpisci 
quella ferita 
c’è di più 
e non è qui

scaglia come una pietra 
la gioia che hai dentro 
contro il muro 
che ti hanno imposto
frantumalo 
e vai 
oltre…

Nell’attesa

Ci sono concesse 
delle scintille
piccole lucine che brillano
capaci di incantare.

Sono delle orme, segni
d’amore gratuito 
che ci fanno pregustare
il meglio…

quella luce che oggi brilla
e domani sarà piena.

Nell’attesa 
ci sono concesse 
delle scintille…

Qualcosa di magico

C’è un qualcosa 
d’indefinito 
che cerco con gli occhi spalancati…

…è lì!
Ah no…

…forse eccola!
nemmeno…
…svanita…

…come svanisce 
una poesia 
quando si imprime su carta,
ne senti l’odore 
che sparisce…

…come un brano
che viene suggellato
in un pentagramma…

…come un dipinto 
quando lo si racchiude 
in una tela…

…come quando una vita
arriva al suo tramonto,
svanisce…

…ma è proprio lì
che inizia la magia…

Fretta

E poi c’è quando ti assale 
quella fretta esistenziale 
come se correndo 
il tempo passasse veloce 
ma poi…
…tic tac, tic tac…
l’orologio non accelera affatto,
e ti fermi
poi respiri
e chiudi gli occhi.

Poi la domanda 
perché non godersi questi attimi?

Il cuore riparte a battere normalmente
ecco 
l’ansia è sparita…